Direttore: Aldo Varano    

SOLE 24. Milano/Reggio, ma dove si vive meglio si muore prima

SOLE 24. Milano/Reggio, ma dove si vive meglio si muore prima

bnvt   NOSTRO SERVIZIO

- Questa mattina (29 dicembre 2015) i due più importanti quotidiani italiani hanno aperto i loro giornali sull’inquinamento e lo smog. Il Corriere, che è prima di tutto il giornale di Milano, a tutta pagina: “Smog, l’appello dei sindaci”; La Repubblica, che è prima di tutto il giornale di Roma, anche lui a tutta pagina: “Smog, nasce il fronte dei governatori”.

Il Sole 24 ore, sicuramente uno dei cinque giornali più importanti del paese (forse il terzo), in prima se la cava invece con un piccolo riquadratino nella colonna di destra a mezza pagina.

Il perché delle scelte pare chiaro. I primi due giornali non hanno dato nei giorni scorsi, come Sole24, le pagelle alle città italiane e non poteva certo richiamare l’attenzione sul fatto che smog e micropolveri ammazzano le persone soprattutto nelle città in cui, secondo Il Sole si vive meglio in Italia.

In più, proprio in questi giorni in un’intervista alla Stampa Francesco Forastiere, l’epidemiologo ed esperto di inquinamento atmosferico, che ha diretto lo studio 'Viias' del ministero della Salute che quantifica in circa 35mila morti premature l'effetto dell'inquinamento in Italia, ha spiegato che in Italia si muore in modo diverso (causa lo smog).

“In media i cittadini italiani muoiono dieci mesi prima per l'inquinamento. Dieci mesi che diventano 14 al Nord e 6 al Sud". Insomma, di media, nel Mezzogiorno, a parità di altre condizioni, si vive otto mesi in più.

La domanda, imbarazzante per il Sole, è semplice: rispetto alla qualità della vita quanto valgono otto mesi in più per tutti della propria esistenza? Com’è possibile che Reggio e Vibo siano ultime galatticamente indietro rispetto a Milano e Roma dove milioni di cittadini hanno, per colpa delle condizioni di vita in quelle città, la vita più breve?

Due considerazioni.

La prima. Il Sole fa benissimo a continuare a pubblicare le pagelline. Per tre e più giorni inchioda tutti sui suoi numeretti e si colloca al centro dell’attenzione mediatica di tutto il paese che conta. Sindaci, prefetti, politici e capi degli ospedali. Soprattutto giornali e giornaletti di provincia riprendono e moltiplicano l’escamotage del Sole e gli fanno una pubblicità che, altrimenti, gli costerebbe parecchie, ma proprio parecchie, centinaia di migliaia di euro. Il successo è garantito: qualche numero vince su qualsiasi ragionamento specie se non si tiene conto che i numeri, a monte, hanno bisogno di qualcuno che ragioni. Insomma, chapeau!

La seconda. Se il Sole fa bene, tutti gli altri fanno male. Penso a sindaci, intellettuali, opinionisti che senza tener conto che le statistiche dipendono dai criteri (se il criterio, per esempio, è prima di tutto quello della vita, Reggio e Vibo dovrebbero essere un bel po’ avanti rispetto a Milano (arrivata seconda) e Roma (sedicesima). Fanno male non soltanto perché in cambio di niente fanno propaganda gratuita, ma soprattutto perché accettano come terreno di gioco per difendersi o affermare il proprio prestigio, un terreno che li vedrà sempre perdenti e soprattutto che gli impedirà di migliorare le condizioni delle proprie città e/o Provincie e/o Regioni. Insomma, quelli che continuano ad argomentare partendo dai numeretti del Sole accettano un depistaggio che necessariamente li porterà a perdere. Argomento, che oltre per la politica, ha valore per i giornali e gli opinionisti. Per cortesia, basta. (alva)