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REGGIO. Il 3 gennaio ReggioNonTace incontra Attilio Bolzoni

REGGIO. Il 3 gennaio ReggioNonTace incontra Attilio Bolzoni

RnTdi AURELIA ARITO -

«Ricorderemo, rifletteremo e ridefiniremo». Tre concetti chiave alla base del rinnovato impegno del movimento “ReggioNonTace” in vista del prossimo 3 gennaio, a sei anni dalla bomba alla Procura di Reggio Calabria. Per mantenere viva la memoria di quei fatti, il movimento, nato all'indomani delle bombe come atto di partecipazione attiva e reazione, torna a riflettere sulla necessità di gratuità dell'antimafia. Lo farà il 3 gennaio, alle ore 18.00 presso l'auditorium della Chiesa di S. Antonio, con un incontro con il giornalista di “Repubblica”, Attilio Bolzoni, che nel 2015 ha stimolato il dibattito sulla gratuità come dimensione indispensabile per fare vera antimafia.

L'iniziativa è stata presentata alla stampa mercoledì 30 dicembre presso “Casa Eutopia”, sede del movimento, che è «un segno di speranza», una casa data in comodato d'uso gratuito da un privato, Luciano Gerardis, presidente del Tribunale di Reggio, come spiega padre Giovanni Ladiana, in cui avranno sede una serie di realtà associative che si occupano del bene comune.

Ad illustrare le motivazioni dell'incontro Salvatore Miceli di “ReggioNonTace”. «Ricorderemo – spiega - le ragioni profonde per le quali è nato il movimento, un modo per ridefinire il senso dell'impegno oggi e la nostra presenza attiva in città. Rifletteremo, con Attilio Bolzoni, sulla gratuità e sulle modalità dell'impegno. Un impegno che già nella nostra natura costitutiva, di movimento e non associazione, è gratuito». Il riferimento è al dibattito sulle carriere che si fanno nell'antimafia, ai giri di soldi di quell'antimafia che Attilio Bolzoni sulle pagine di “Repubblica” ha definito finta, ammaestrata e sottomessa, e ancora sempre più cauta ed oscurantista. Una riflessione sull'antimafia che, come spesso dichiara Nicola Gratteri, non dovrebbe avere bisogno di soldi per essere fatta.

Pone l'accento sulla dimensione della partecipazione Giuseppe Licordari di “ReggioNonTace”, sul «metterci la faccia» per la libertà e la democrazia, per lasciare un segno per le future generazioni. «In questi ultimi anni – racconta - abbiamo fatto appello a tutti di partecipare per riprendere gli spazi della città. In un organismo che ha una malattia occorre sviluppare anticorpi e la partecipazione è il motore che fa andare avanti questi anticorpi».

Oltre all'incontro con Attilio Bolzoni, la mattina del 3 gennaio, come negli ultimi due anni, ci si incontrerà alle 5,10 – nell'ora dell'esplosione della bomba - davanti alla Procura generale, intorno alla lampada di Betlemme, per un momento di preghiera e di riflessione. «Saremo lì – conclude padre Giovanni Ladiana – per dire che quella bomba ci ha fatto luce». Una bomba scoppia, devasta, ma non crea solo panico.