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L’ANALISI. In Calabria l’agricoltura ha un ruolo strategico

L’ANALISI. In Calabria l’agricoltura ha un ruolo strategico

calagricola   di FILIPPO VELTRI -

L'agricoltura per la Calabria rappresenta un patrimonio strategico dal quale partire: ha ragione Luigi Sbarra quando sottolinea il valore nazionale della filiera agroalimentare.  E’ un patrimonio su cui investire, in termini moderni e avanzati, in una visione di contesti territoriali. Lo sviluppo sostenibile cui dobbiamo pensare non può non partire da ciò ed ha colto nel segno Coldiretti che nelle scorse settimane ha riproposto in grande il tema nell’ undicesimo Forum svoltosi ad Amantea.

L’agricoltura, le sue energie, le sue forze costituiscono davvero per la nostra terra un punto di forza, una risorsa alla quale guardare per un percorso di crescita, ma dobbiamo abbandonare la logica di un'agricoltura costantemente protesa a raccogliere elemosine e stati di calamità e dobbiamo avere il coraggio della verità (parole di Alberto Statti, presidente di Confagricoltura).

Viviamo, infatti, in una regione che ha una condizione economica e sociale di difficoltà maggiore rispetto ad altre realtà, evidenziata come e’ noto da numerose analisi e da più istituti. Le emergenze, nel corso di un lungo periodo, sono state prevalenti rispetto all’attenzione sulle questioni dello sviluppo. Ora occorre cambiare marcia. La Giunta regionale sta facendo uno sforzo – parziale finché si vuole - in questa direzione.

Sulla programmazione si é, infatti, lavorato sodo e per quanto riguarda il POR siamo arrivati a recuperare il ritardo dal quale si partiva. Per quanto riguarda il Piano di Sviluppo Rurale (PSR), la nostra lo ha approvato nei tempi giusti. La fase di elaborazione ha contato un lavoro fatto di concerto con i rappresentanti del mondo dell'agricoltura, così come, per gli altri strumenti, con il mondo produttivo, degli amministratori locali, in stretto raccordo con le altre organizzazioni per elaborare strategie rispondenti a quelle che sono le potenzialità della regione.

In agricoltura oggi non partiamo da zero: quello italiano è stato il settore che, in questi anni tremendi di crisi , ha retto. Il nostro export ha tenuto grazie all’agroalimentare. In questo quadro l’agricoltura calabrese non ha segnato il passo, è stato il cuore, il settore portante dell'economia. Ecco perché lo sviluppo a cui dobbiamo pensare deve partire da questo patrimonio, in un’interazione con altri settori importi quali il turismo e la stessa difesa del suolo.

Parlando di agricoltura, infatti, non possiamo non porre il problema di base che è quello dell'assetto del territorio, della sua cura. Negli ultimi mesi, le alluvioni di Rossano e poi della Locride hanno mostrato il portato di una mancanza decennale di manutenzione del territorio. C’è ancora una scelta importante che e’ stata fatta, che è quella di investire per il rinnovamento generazionale, per una immissione di giovani. Bisogna incoraggiare questo percorso. Il PSR (le cui criticità peraltro sono state ben messe in luce in quel Forum della Coldiretti) prevede sia primalità che incentivi per i giovani che decidono di investire in agricoltura. E’ una scelta per creare imprese, creare opportunità di lavoro.

Altro argomento cui prestare massima attenzione è quello delle filiere produttive. Dobbiamo agire su queste per avere il massimo per valore aggiunto ed anche di occupazione, trovando gli strumenti più adeguati, partendo dalle produzioni di base, che sono quella olivicola (anche se l'olio di oliva tunisino inonda l'Italia, dove le importazioni dal Paese nordafricano sono aumentate del 734 per cento nel 2015, ovvero di oltre otto volte rispetto alle quantità rispetto allo scorso anno), quella agrumicola, quella vitivinicola nella quale è stato fatto un grande balzo in avanti in questi anni.

Legata alle filiere c’ è l’innovazione. In questa direzione dobbiamo utilizzare bene le nostre risorse, su progetti finalizzati all’impresa, rendendo questa protagonista. Bisogna saper fare incontrare i centri di ricerca con l’impresa, mettendo in campo progettualità ed sforzi, per avere ricadute in tempi non lunghi. La difficoltà é nell’accesso al credito e c’é quindi la necessità di mettere a punto strumenti che consentano di superare gli ostacoli, così come dell’aiuto verso la ricapitalizzazione delle imprese. Su ciò un ruolo dovrebbe giocare Fincalabra, che è in condizioni certamente non ottimali.

Con il nuovo POR ed il nuovo PSR - dice Oliverio - non ci saranno più carte, ma la rete: la vera scommessa e’ tutta qui. Se sara’ realizzata ci sara’ il necessario profondo cambiamento, la crescita cioe’ della Calabria tutta, nella quale il mondo dell’agricoltura, con le radici che rappresenta e con i suoi valori può essere protagonista. Anche questo vedremo nei prossimi mesi: se saranno cioe’ chiacchiere o fatti concreti.