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REGGIO. Salvatore e Maria Concetta: l'onda del Da Vinci non è un buco nero

REGGIO. Salvatore e Maria Concetta: l'onda del Da Vinci non è un buco nero

Salvatore Vitale - Maria Concetta Tringalidi STEFANIA VALENTE

- Le onde gravitazionali appagano in questo momento il nostro orgoglio patriottico. Il team degli scienziati che le hanno “scoperte” è in gran parte italiano, e tra di essi, un reggino e una ragazza di Melito Porto Salvo, Salvatore Vitale e Maria Concetta Tringali, per mio orgoglio di appartenenza, entrambi ex allievi del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria.

Ma cosa sono le onde gravitazionali? Troverete dappertutto la stessa risposta: “le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo.” Risposta affascinante e oscura, per il mortale profano.

Tanto per intenderci sull’argomento, le onde gravitazionali furono già ipotizzate nel 1916 da Einstein, il quale era fermamente convinto della loro esistenza ma, sicuramente per scarsezza di strumenti e non certamente di ingegno, non aveva potuto dimostrarla. Ora, immaginate lo spazio come un enorme tappeto molto morbido ed elastico sul quale sono appoggiate sfere di masse diverse che chiamiamo pianeti, le quali creano delle deformazioni nei punti in cui sono collocate. Ovviamente il tappeto presenta buche più profonde nelle zone in cui ci sono sfere di massa più grande, e le sfere di massa più piccola, i satelliti, che si trovano in prossimità delle sfere più grandi “scivolano” verso queste ultime tanto più velocemente quanto più profonde sono le buche.

Appunto, “le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo”.

Per rilevarle sono stati scomodati i bracci chilometrici dell’interferometro italiano VIRGO e quelli statunitensi dell’interferometro LIGO. Al momento in cui le onde sono arrivate però, l’italiano VIRGO era in upgrade e il LIGO statunitense ha finalmente “acchiappato” le onde. Gli americani sono un grande popolo fortunato.

Nel fantastico team USA, oltre ad altri italiani, c’è il nostro Salvatore Vitale, che dopo aver terminato il Liceo da Vinci ha studiato a Bologna e poi ad Amsterdam (a proposito di fughe dei cervelli), è entrato nello staff degli scienziati del MIT di Boston, fino ad essere membro attivo della collaborazione LIGO e creatore, tra l’altro, di uno dei codici che ha trovato il primo segnale gravitazionale in tempo reale.

Per me, reggina modesta insegnante liceale, è motivo di orgoglio e di rivincita. Non solo mangiamo pane e   rock and roll (come ci informa su Zoomsud un mio grande amico che se ne intende), ma alcuni di noi, come Salvatore, nel pane ci mettono anche matematica, fisica, astrofisica, intuizione, intelligenza e tanta tanta passione.

Salvatore, con i suoi preziosi neuroni reggini e i suoi preziosi codici, non ha dimenticato la sua città e il suo Liceo. Ha scritto una bella lettera alla professoressa Gyusi Princi, dirigente e anima del Da Vinci, in occasione dell’inaugurazione del laboratorio di Fisica della scuola, ed ha commosso tutti. Per ottenere piena espressione del suo talento e della sua bravura si è dovuto spingere dall’altra parte del mondo, certo, con una titanica forza di volontà e pochi mezzi, ma alla fine, è giunto al traguardo, in barba alla fortuna.

Bravo Salvatore, siamo orgogliosi di te e della qualità della nostra scuola che, nonostante tutto, ancora riesce a illuminare il vero talento.