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L’INCONTRO. MORI, la solitudine del generale in seconda classe

L’INCONTRO. MORI, la solitudine del generale in seconda classe

mori   di GIOACCHINO CRIACO

- Clì, clì, clì.. il cigolio del trolley che lo segue, precede l’omino stretto nel paltò blu di un freddo pomeriggio di pioggia. Le ruote della valigia saltano sul pavimento irregolare del marciapiede che porta ai binari secondari, della grande stazione ferroviaria. Il treno, verde blu, è già lì. Regionali veloci li chiamano, un eufemismo per nascondere la loro vera natura. Treni lenti ma a prezzo abbordabile, un terzo rispetto alle frecce multicolori. Sulla banchina ad attendere l’umanità variegata di un’Italia nuova e più povera. L’omino dal paltò blu vi si infila in mezzo. I poveri sono distratti dai problemi, nessuno lo noterà. E invece qualcuno lo scruta, lo guarda meravigliato, “generale” sussurra in segno di saluto. Gli occhietti neri dell’omino in paltò si illuminano, un attimo e tornano a confondersi col grigio della giornata uggiosa. L’omino si allontana, cerca la solitudine da quella folla di umanità in travaglio. Gli occhi, di chi l’ha salutato, non lo mollano, se li sente addosso, attaccati alla schiena. E non sa, se è affetto o disprezzo, protezione o minaccia. O, forse, solo sorpresa.

L’incredulità di vedersi davanti un uomo che dovrebbe essere potente, riverito, custodito. Uno che ha fatto la storia dell’antiterrorismo, dell’antimafia. Uno che dovrebbe essere attorniato da body guard. Che, invece, è solo su un binario periferico in attesa di salire su un treno di seconda classe, con una umanità intorno che da un momento all’altro potrebbe decidere di sbranarti. Perché quando servi lo Stato non saprai mai se l’hai fatto bene o male, e non sarai mai tu a deciderlo. L’omino si scrolla il paltò e i pensieri, si sente tanto il colonnello di Marquez a cui uno Stato ingrato non scrive più. Ma lui non è un personaggio di fantasia, non gli mancano le lettere o la pensione, non è Aureliano Buendia. Ma anche lui che si chiama Mario Mori si è ritrovato immerso in cent’anni di solitudine.

Venerdì 11 alle 18,30 a CdA il libro del generale Mori “Servizi e segreti”. Con l’autore Calabrò e Varano