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Mille posti di lavoro addio. La Puglia scippa alla Calabria la fabbrica di auto di GIOIA

Mille posti di lavoro addio. La Puglia scippa alla Calabria la fabbrica di auto di GIOIA

Isotta Fraschini   

Cattive notizie per la Calabria e per Gioia Tauro. E’ saltata la fabbrica di auto che l’azienda americana Tua Autowoks avrebbe dovuto realizzare nell’area di Gioia Tauro, un investimento da circa 800 posti di lavoro che con l’indotto avrebbe sfondato quota mille. Una scelta connessa al vantaggio di usufruire del grande porto che consente il trasporto di merci in tempi rapidi in tutto il mondo.

Le notizie, tranne il punto che pare definitivo secondo cui l’investimento sarebbe saltato, sono ancora incerte e confuse. Ieri vi è certamente stata una riunione a Roma al Ministero dello sviluppo economico, quello della ex ministra Guidi costretta a dimettersi nelle scorse settimane. Riunione presieduta dalla vice ministra Bellanova (Pd), pugliese doc ed ex sindacalista Cgil. La riunione pare sia stata sollecitata del Governatore della Puglia Emiliano. Tra gli altri, oltre ai dirigenti del gruppo americano erano presenti il Governatore Oliverio e l’assessore regionale calabrese Francesco Russo.

Nell’incontro i rappresentanti del gruppo hanno messo a verbale di non essere più interessati allo stabilimento di Gioia Tauro e di voler concentrare l’intero processo produttivo per la costruzione delle loro auto a ridotto impatto ambientale, interamente in Puglia.

Secondo il gruppo il cambio verrebbe imposto dal fatto che i locali dove insediare la fabbrica, quelli un tempo costruiti a Gioia per l’Isotta Fraschini mai realmente decollata, avrebbero bisogno di lavori di ristrutturazione valutati in 15 milioni di euro, una cifra che farebbe diventare non conveniente l’operazione. A dire del gruppo americano, inoltre, quei lavori li avrebbe dovuti realizzare la Regione Calabria che non li avrebbe fatti.

Ma Oliverio e Russo hanno sfidato i presenti a indicare il documento o almeno il verbale che prevedeva questa realizzazione da parte della Regione sostenendo che non esiste, non se ne è mai parlato, che di fatto si tratta di una pretesa insorta strumentalmente per giustificare lo scippo dell’investimento spostandolo dalla Calabria alla Puglia (ma dietro tutto il pasticcio inizia a far capolino l’ipotesi che il gruppo americano non sia di gran forza).

In ogni caso, gli accordi col gruppo e la certificazione della sua affidabilità, non sono mai stati gestiti dalla Regione Calabria ma dal Ministero dello Sviluppo economico (dalla viceministra pugliese Bellanova?). La regione s’è soltanto inserita con propri finanziamenti per rendere fattibile l’investimento a Gioia, dopo che l’investimento era stato valutato ok dal Ministero e, soprattutto, da Invitalia.

La vice ministra ha chiesto alla Tua di inviare il nuovo piano di sviluppo industriale a Invitalia entro il 27 aprile ed ha riconvocato il tavolo con tutte le parti per la seconda decade di maggio.

Difficile capire come si concluderà la vicenda su cui in Calabria si faceva affidamento per una boccata d’ossigeno ed anche per una ricollocazione produttiva di parte degli operai del porto.