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Il ritorno del treno che sbuffa nella Sila mozzafiato

Il ritorno del treno che sbuffa nella Sila mozzafiato
Sila Quasi 100 anni fa, l’11 ottobre del 1922, si inaugurava il primo tratto della ferrovia silana. La Ferrosilana garantiva in quegli anni un trasporto sicuro a chi voleva spostarsi da Pedace a San Pietro in Guarano. Nel 1931 al tragitto si aggiunsero quasi 20 km di binari per arrivare fino a Camigliatello. Bisognerà però attendere il 1956 per vedere il treno della Sila nella stazione di San Giovanni in Fiore, la capitale dell’altipiano silano.

sila1 Tra il 1997 e il 2010 l’intera tratta viene però dismessa e abbandonata per ragioni economiche e strutturali.

Oggi, dopo tanti anni, è possibile scoprire parte di questo vecchio percorso – da Moccone al valico di San Nicola – viaggiando in antiche carrozze d’epoca, accompagnati da paesaggi mozzafiato, trainati da una locomotiva a vapore che sviluppa una potenza di 800 cavalli.

La Regione Calabria, con l'impulso determinante di Mario Oliverio, e la società partecipata Ferrovie della Calabria hanno investito risorse e tempo per far sì che il Mastodonte della montagna, così viene chiamato il treno, tornasse a sbuffare e fischiare come un tempo.

sila2Varie le operazioni che hanno accompagnato la volontà istituzionale: disboscamento e pulizia dei binari, restauro delle carrozze, messa in sicurezza del tragitto.

“Le nostre maestranze hanno smontato le carrozze pezzo per pezzo, sostituito i componenti deteriorati e ricostruito originariamente i vagoni”, racconta Fedele Sirianni, capostazione delle Ferrovie della Calabria dal 1981 e oggi uno dei tanti appassionati ferrovieri in servizio sulle carrozze.

“La locomotiva a vapore è del 1926, prodotta dalla ditta tedesca Borsig ed entrata in esercizio nel 1931 sulla Ferrosilana. La tratta percorsa ha molte particolarità. La gente ci ringrazia e noi lavoriamo con passione. È la storia della mia famiglia”.

Prendere il treno della Sila riporta così indietro nel tempo, ma non con tristezza: i ferrovieri riforniscono d’acqua la vaporiera, la girano sull’antica piattaforma nella stazione di arrivo (per ora a San Nicola), pendono dalla balaustra esterna del vagone come nei film di Indiana Jones. Turisti, viaggiatori e curiosi non si sono fatti perdere l’occasione e le corse programmate quest’estate hanno registrato il tutto esaurito.

sila3 Ora l'attesa è per i viaggi invernali, con la neve, che già ora ti porta fino alla stazione più alta d'Europa, nei pressi di Silvana Mansio, a 1400 metri sul livello del mare, ma soprattutto sul possibile prolungamento del percorso fino a San Giovanni in Fiore. Sarebbe davvero come ritornare indietro nel tempo ma anche consegnare a tutta la Sila una chiave vera di promozione turistica.

Con il passare degli anni e con l’avanzare del trasporto pubblico su gomma, infatti, il treno della Sila ha perso la sua funzione sociale, che era quella di far spostare i pendolari di paese in paese. La ferrovia silana, inoltre, collegava il comprensorio montano e pedemontano a Cosenza città. La capacità delle istituzioni e dei cittadini ora sta nel custodire e promuovere il valore storico di questa locomotiva sbuffante.

Un viaggio slow in uno dei territori più suggestivi d’Italia. L'augurio, a questo punto, è che questa bella esperienza possa avere forza espansiva e non risolversi in una stagione.