(rep) Chi lo ha conosciuto ne ha apprezzato le doti politiche, il senso di umanità e lo slancio solidaristico che sono state le caratteristiche che hanno accompagnato la breve ma intensa vita di Pino Marra. Il 3 maggio a Villa San Giovanni lo abbiamo ricordato a vent’anni dalla prematura scomparsa davanti ad un folto e commosso pubblico ed alla presenza dei familiari, in particolare della moglie Rosalba Nostro e del figlio Ruggero. Ma perché, dopo così tanto tempo dalla sua scomparsa, Pino è ancora circondato da tanto affetto? Semplicemente perché interpretava i bisogni popolari senza farne un uso politico ma tentando di rispondere alle esigenze primarie delle persone. Interpretava, cioè, la politica davvero come servizio e la faceva per passione. Tutta un’altra storia rispetto ai politici di oggi.
Pino Marra cominciò prestissimo ad appassionarsi alla politica e dopo una breve parentesi nei gruppi extraparlamentari di sinistra, come Servire il Popolo, aderì nel 1965, a sedici anni, al Partito Comunista Italiano. Innumerevoli le sue battaglie a fianco degli operai, di cui la più emblematica fu l’occupazione della fabbrica ISA a Villa San Giovanni. Ma fu come capogruppo in consiglio comunale che espresse la sua straordinaria intelligenza politica ed il suo coraggio.
Villa aveva un piano regolatore fermo al 1924 che favoriva forme intollerabili di speculazione, illeciti arricchimenti, il rafforzamento anche economico della ndrangheta. E in una seduta di consiglio comunale, nel silenzio imbarazzato di tutte le forze politiche, fece i nomi e i cognomi delle cosche ndranghetiste di Villa e Campo Calabro: subì per questo minacce ed intimidazioni. Villa San Giovanni era stata amministrata ininterrottamente dalla Democrazia Cristiana e Pino Marra pensava che quel sistema di potere si dovesse spezzare per il bene della città e della stessa DC i cui uomini migliori rimanevano impigliati in quella rete.
Erano gli anni di una profonda riflessione nel PCI. All’esterno c’erano stati i fatti del Cile, l’assassinio di Allende, e poi subito dopo, la presa di distanza di Enrico Berlinguer dall’Unione Sovietica, e ancora l’eurocomunismo. Sul fronte interno erano gli anni dell’inasprimento della lotta armata che culminò con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta. Erano gli anni della proposta comunista del compromesso storico e, poi, della solidarietà nazionale.
Pino che aveva maturato negli anni una profonda coscienza riformista sostenne questa linea cercando di farla vivere anche a livello locale. E a Villa riuscì a rompere il gruppo consiliare democristiano i cui cinque fuorusciti con il gruppo comunista e socialista diedero vita ad una nuova amministrazione. Pino Marra fu un innovatore e ricercò costantemente il rapporto con le nuove generazioni. Anche per questo fondò il Circolo 81 che contribuì al dibattito politico, sociale e culturale della cittadina dello Stretto. La stessa visione riformista e innovativa Pino la impresse nella sua attività di dirigente sindacale. Nel suo ruolo di dirigente provinciale e regionale della Filt-Cgil si spese enormemente per il sistema ferroviario calabrese ed elaborò una proposta di spostamento degli approdi delle traghetto a sud di Villa San Giovanni, non solo per liberare la città dal traffico e dall’inquinamento, ma anche per dare una prospettiva produttiva al territorio attraverso un progetto sulla logistica. Oggi, quasi quarant’anni dopo, siamo fermi ancora a questa idea irrealizzata. Pochi anni prima della sua morte, Pino Marra rinunciò al ruolo di Presidente nazionale della Società di Mutuo Soccorso “Cesare Pozzo”, accettando solo quella di vice-presidente, diventando protagonista di un dibattito nazionale sul sistema sanitario e coinvolgendo esperti e intellettuali. In questa veste è stato uno dei protagonisti della battaglia di cambiamento e di trasformazione del Mezzogiorno. Una personalità che non vogliamo ricordare sporadicamente. Per questo abbiamo deciso che ogni anno, in occasione del 25 aprile, nel largo a lui intestato a Villa San Giovanni, la Filt-CGIL farà una manifestazione per ricordare Pino Marra e i valori dell’antifascismo e della democrazia e per indicarlo come esempio per i giovani.
*Segretario Filt-CGIL Calabria