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LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Racconti e altre storie di Nino Mallamaci, Themy Book.

LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Racconti e altre storie di Nino Mallamaci, Themy Book.

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«Chi sa qualcosa sulla ‘ndrangheta, la dimentichi. Chi si aspetta di leggere di ‘ndrangheta, prenda questo scritto e lo getti nel cestino. Non di ‘ndrangheta si narra, in queste pagine, giacché in Calabria, dove si sono svolti i fatti che leggerete, si ama, si mangia, si ride, si impreca, si corre, come in tutti gli altri posti del globo terracqueo.

Si uccide pure, in Calabria, ma non necessariamente per ragioni legate alla ‘ndrangheta: si ammazza per amore, per passione, per vendetta, per soldi. O per nulla.

Quello che troverete raccontato in queste pagine è accaduto sì in Calabria, ma avrebbe potuto svolgersi in Veneto, in Catalogna, o persino in Arizona o nel New South Wales. Se cercate storie di ’ndrangheta, dunque, rivolgete la vostra attenzione da qualche altra parte.

Qui la ‘ndrangheta non c’entra per nulla, ma c’entra la morte.» (L’affittuario: istruzioni per l’uso)

Se c’è una linea che sottende i Racconti e altre storie di Nino Mallamaci, pubblicati da Themy Book, è, piuttosto, come chiaramente espresso ne Le conseguenze dell’amore, proprio l’amore.

Quello, limpido, delle “memorie” personali (il batticuore per la figlia che torna da un viaggio ne Il ritorno di mia figlia, la devozione per la madre ne È bella mia madre). Quello, inventato, della coppia che si rincorre, si ama, si lascia, si ritrova, si riperde, per poi, quando si sceglie “per l’eternità”, trovarla in modo drammatico (A lui piaceva sentire il suo abbraccio). Quello della bambina che, grazie al Profumo di gelsomino racchiuso nella sua mano, pone fine alla violenza del padre orco, e quella del padre affettuoso che, morente, lascia le sue ultime parole alla figlia amata (L’incontro). Quello per l’umanità sofferente, con Carmelo Minacapelli, uomo di mare che salva vite nel Mediterraneo che da Mare monstrum deve tornare ad essere mare nostrum. Quello per la nostra storia (Le armacere patrimonio dell’umanità). Quello che deriva dalla passione sociale e politica (Riace, 6 ottobre 2018; Italiani brava gente – il decreto Salvini) con l’omaggio a Italo Falcomatà (I lampioni di Italo ) e a Megalizzi (Così va il mondo, Antonio e Cherif a Strasburgo): «Ha la passione per il giornalismo, Antonio. Tutto ciò che fa e vede, quello che impara, è ansioso di condividerlo con tutti. I suoi amici lo apprezzano, gli vogliono bene. Quando apprendono della sua scomparsa, vanno ad appendere una lettera dietro la porta di casa sua, a Trento. “Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva. Se potessi prendere un arcobaleno lo farei proprio per te. E condividerei con te la sua bellezza, nei giorni in cui tu fossi malinconico. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Ma lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico”»

Piccole storie e ricordi familiari si intrecciano nel libro di Mallamaci, con una certa dose di ironia, (Le chiavi – breve racconto per fissiari, Una disavventura a lieto fine) a metà tra il serio e il faceto: «Chi mi conosce, o chi mi legge, sa che non tutta la mia vita è dedicata a scrivere cazzate. Faccio anche altro. Per esempio, venerdì dell’altra settimana mi sono recato a San Ferdinando per partecipare a un incontro organizzato per trovare una soluzione allo scempio del campo dei migranti, per dare loro un alloggio degno di un paese civile.»

Nino Mallamaci, Racconti e altre Storie, Themy Book.