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Calabria la più povera d'Italia. E' il lascito di Cdx e larghe intese. GIANNI SPERANZA (Sel)

Calabria la più povera d'Italia. E' il lascito di Cdx e larghe intese. GIANNI SPERANZA (Sel)

di GIANNI SPERANZA* - (rep) "Dopo cinque anni di governo regionale di centrodestra a guida Scopelliti, e altrettanti di governi nazionali con Berlusconi prima e con le larghe intese poi, il risultato è che la nostra regione, la Calabria, è la regione più povera d'Italia.

Questo è quello che è emerso ieri alla presentazione dell'ultimo rapporto Svimez sul mezzogiorno. Un primato drammatico che pesa tutto sui nostri giovani costretti a fuggire dalla nostra regione, sui nostri poveri sempre più numerosi e in difficoltà, sulle nostre imprese sempre più precarie e ridotte di numero. In questi anni il sud è stato lasciato solo, cancellato dall'agenda politica e di governo, nel silenzio della gran parte delle forze politiche e del nostro "Governatore" pronto a gonfiare il petto in Calabria e a chinare il capo a Roma. A farne le spese è stata, più di tutte, la Calabria perché al vuoto delle strategie nazionali ha sommato la cecità e l'ingordigia delle sue classi dirigenti. Nessuna politica industriale anche di fronte al moltiplicarsi dei punti di crisi, nessuna politica sociale anche di fronte al crescere di disoccupati e cassintegrati, ritardi e discrezionalità incomprensibili nella spesa dei fondi comunitari, e tutto questo mentre si sono continuati ad alimentare carrozzoni clientelari a fini elettorali e rinunciato ad intervenire seriamente sulla riduzione dei costi della politica e sulla sua moralizzazione.

Ecco perché alle prossime elezioni regionali (che non mi stancherò mai di ripetere: non sono ancora state convocate!) è necessario cambiare davvero. Bisogna cambiare classe dirigente e soprattutto bisogna cambiare strada. Non tutto il sud ha reagito alla crisi ed alle difficoltà allo stesso modo: basta guardare alla Puglia, regione vicina alla nostra, ai suoi risultati nel turismo, nelle politiche giovanili, nell'industria solo per fare alcuni semplici esempi.

Non è quindi colpa del destino cinico e baro, o di responsabilità facilmente addossabili ad altri, fuori dalla Calabria, se la nostra regione si è ridotta nello stato in cui è oggi. Ci sono colpe e responsabilità gravi in chi ha mal governato la Regione e in chi non ha fatto nulla per fermarli, quel "Partito Unico Trasversale" che è rimasto sempre al comando passando con indifferenza da uno schieramento all'altro.

A questo occorre dire basta. La Calabria ha risorse e intelligenze per farcela, ora bisogna battersi per #cambiarelacalabria, per #cambiaredavvero."

*già sindaco di lamezia terme