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REGGIO. Giudice Tuccio: casa mia visitata per istallare microspie, pretendo chiarezza

REGGIO. Giudice Tuccio: casa mia visitata per istallare microspie, pretendo chiarezza

NOSTRO SERVIZIO - «Voglio continuare ad avere quel sentimento di profondo amore e rispetto verso le istituzioni e la magistratura in particolare, per questo esigo che si faccia piena luce, al più presto su un episodio che ritengo gravissimo».

Giuseppe Tuccio, presidente emerito della Cassazione, magistrato a lungo impegnato in Calabria, ha denunciato in una conferenza stampa di tre persone nella sua abitazione, presumibilmente per istallare microspie nel suo appartamento.

La denuncia dell'episodio è stata fatta all’Excelsior di Reggio, presente Aurelio Chizzoniti, avvocato del presidente Tuccio e del figlio, Luigi.

Una delle tre persone, secondo Tuccio era il capitano dei Ros Antonio Parrillo e, quindi, si presume che anche le altre due persone facessero parte dei Ros.

«Abbiamo avuto modo di appurare - ha detto Giuseppe Tuccio - che il capitano Parrillo è lo stesso che ha condotto le indagini che hanno portato in carcere una congiunta della compagna di mio figlio. Tengo a precisare che mai alcun rapporto vi è stato con queste persone che hanno fatto scelte di vita del tutto personali, diverse certamente dalle nostre».

«Sarà forse questa la ragione della "visita" del capitano dei Ros e degli altri due uomini?», si è chiesto Tuccio. «Dovevano rafforzare qualche tesi? Altrimenti non trovo spiegazioni».

E ancora: «O è stato messo sotto inchiesta un giudice che ha vissuto parte della propria vita sotto scorta e ha subito un attentato, con tanto di richiesta d'intercettazione del pm e autorizzazione del gip, venendo trattato alla stregua di un boss, oppure si tratta d'intercettazioni preventive, il cui utilizzo è strettamente regolamentato. Oppure ancora, si potrebbe trattare di un'iniziativa arbitraria di qualche investigatore e allora sarebbe un abuso enorme e come tale queste persone vanno sanzionate immediatamente così come la magistratura e l'Arma riterranno opportuno. Noi pretendiamo chiarezza. Dobbiamo sapere cosa c'è dietro quest'azione gravissima».