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CISL. La situazione sociale in Calabria è esplosiva. TRAMONTI

CISL. La situazione sociale in Calabria è esplosiva. TRAMONTI

di PAOLO TRAMONTI* - (rep) La prossima fase autunnale non si annuncia sotto i migliori auspici per la nostra Regione. La situazione della Calabria è sotto gli occhi di tutti.

Il "Borsino delle famiglie calabresi" realizzato annualmente dall'istituto Demoskopika oggi, e il Rapporto Svimez qualche settimana fa, continuano a rilevare la crisi senza precedenti in cui versano i cittadini e le famiglie calabresi che sono ormai al collasso: in un solo anno, dal 2012 al 2013, quasi 795 mila nuclei familiari hanno ridotto i loro consumi di oltre 1.240 milioni di euro pari al 4,5% del PIL regionale. Quasi un calabrese su due, afferma Demoskopica, versano in condizioni di totale, o quasi, indigenza economica.

Tutto ciò è la conseguenza diretta della drammatica situazione che si vive sul fronte del lavoro, sia del lavoro che non c’è sia del lavoro precario che ormai ha assunto proporzioni enormi.

Tutto ciò è aggravato dell’ingiustificabile e inaccettabile atteggiamento dei livelli istituzionali interessati Governo e Regione che non riescono a dare certezza sul piano economico alle categorie dei lavoratori coinvolti. A questo proposito sarebbe importante conoscere le iniziative assunte dalla Cabina di Regia per la nostra Regione, sia sul fronte del governo delle tante emergenze presenti che per l’attivazione di quegli interventi strutturali di cui la nostra Regione necessita con urgenza.

E’ il caso degli ammortizzatori sociali in deroga per i quali nonostante gli impegni assunti si continuano a registrare ritardi, con il risultato che continuano a non essere erogati di parti del 2013 e del 2014, con migliaia di lavoratori in questo momento privi di qualsiasi tipo di sostegno al reddito.

Analoga situazione si vive sul fronte degli LSU-LPU dove, anche in questo caso, i lavoratori non stanno percependo alcun sussidio nonostante lo stanziamento di specifiche risorse sia per quanto riguarda i processi di stabilizzazione che per garantire i pagamenti.

Ma il bollettino di guerra non si ferma qui. Non sono pagati (o avviene solo in parte) i lavoratori che operano nel settore della sorveglianza idraulica, della forestazione, del fondo sollievo, delle associazioni degli allevatori, delle Comunità Montane. Tutto ciò senza contare il quadro di vertenze aperte in quasi tutti i comparti che non risparmiano neanche centri che avrebbero dovuto rappresentare un’assoluta eccellenza per la Calabria, come la Fondazione Tommaso Campanella.

Di fronte a tale scenario non si può più aspettare per prendere immediati provvedimenti. Anche per questi motivi è fondamentale che si vada al superamento, nel più breve tempo possibile, del vuoto istituzionale venutosi a creare ormai da troppo tempo dando finalmente la parola ai cittadini calabresi. L’obiettivo del nuovo Governo regionale deve essere garantire la stabilità alla Regione, prendere immediati provvedimenti e ridare speranza ai cittadini e lavoratori calabresi e alle loro famiglie.

In ogni caso, perdurando tale stato di cose, la CISL rilancerà sul piano della mobilitazione fin dai prossimi giorni.

*Segretario generale CISL Calabria