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Cinque mosse per la Calabria dei porti. RUSSO

Cinque mosse per la Calabria dei porti. RUSSO

corigl     di FRANCESCO RUSSO - Il nuovo Presidente deve operare subito.

La Calabria è al Centro del Mediterraneo ma sembra non saperlo.

Il Sistema Portuale è la miniera inesplorata della Calabria. I Porti sono nati in altri contesti economici, ma oggi sono realtà con notevoli potenzialità.

La Calabria, con Gioia Tauro, svolge un ruolo di sostegno al nostro Paese nei diversi mercati internazionali. E’ interesse dell’Italia migliorare i collegamenti internazionali tra l’Europa, il Mediterraneo ed il resto del mondo.

Gioia è la punta di diamante. Ma se si vuole passare da un elenco di porti, ad un Sistema che determini una nuova stagione della Calabria, la Regione ha, e quindi deve assolvere, a un ruolo cruciale.

In Calabria c’è una situazione rara in Italia: tutti i grandi porti sono aggregati in una sola Autorità Portuale (AP) che comprende Gioia, Villa, Palmi, Crotone e Corigliano. Si pensi alla Sicilia che ha 3 AP sullo Jonio ed altre 2 ad Ovest. Impossibile portarli a sistema.

Oltre Gioia, ci sono gli altri porti da valorizzare.

1 Villa San Giovanni. E’ il primo porto passeggeri d’Italia, testata Sud del poderoso corridoio europeo terrestre, raccordato con la nuova A3 e con la direttrice ferroviaria Tirrenica.

La possibilità di avere subito (già è tutto pronto) un autoporto, permette di creare una base per il traffico merci strada.

Le aree di Bolano costituiscono il riferimento determinante per le nuove localizzazioni portuali e ferroviarie.

Subito bisogna risolvere l’attraversamento dell’abitato con provvedimenti operativi come l’uso del sottopasso FS, e la messa in funzione di un sistema telematico (ITS) per i veicoli in avvicinamento agli imbarchi.

2 Crotone e Corigliano. Regione ed AP devono trasformare questi giganti in realtà.

Il rilancio di Crotone e Corigliano è connesso con la possibilità di collegarli tramite la 106.

Le funzioni di questi 2 giganti non possono essere ridotte a un poco di pescherecci e di motoscafi.

Almeno 3 funzioni su cui lavorare.

Crocieristico vero, non con l’apparizione di una nave, che ancora tutti ricordano, con pochi servizi a disposizione. La Magna Grecia è lì, il nucleo va da Sibari a Crotone.

Autostrade del mare UE e del Mediterraneo. Gioia, ha sviluppato circa 50 linee per le navi portacontainer. La rete dei traghetti di lunga percorrenza in Calabria è assente. Si stanno attivando nuovi collegamenti nel Mediterraneo. La Calabria deve intervenire nel processo di Barcellona, sia nelle reti, sia nel Piano di Azione per i Trasporti per il Mediterraneo.

Agroalimentare. È il ruolo che Corigliano può assumere come coordinamento delle produzioni sia locali che extraregionali.

3 Porti di media grandezza. I porti di Reggio e Vibo messi a sistema, insieme a quello di Saline, possono fornire servizi di qualità per il turismo nautico e per il crocierismo, oltre che assolvere le loro funzioni storiche passeggeri e pescherecci, e supportare le punte di Villa.

Bisogna aggiornare il Masterplan per la portualità predisposto dalla Regione (2011), adeguandolo alle decisioni europee, e connettendolo con il sistema della mobilità della Regione individuato negli Indirizzi tecnici per il Piano dei Trasporti (2009).

4 Porti pescherecci. Anche se di dimensioni più compatte, hanno una storia notevole; con le loro marinerie hanno costruito la qualità del rapporto con il mare, sono presidi per la difesa dell’ecosistema marino. Alcuni coniugano la funzione di peschereccio con quella di turistico, ottenendo una sintesi valida tra le due funzioni.

Da Bagnara a Scilla, a tutti i porti del Tirreno e dello Jonio, sono ad un tempo occasione di lavoro e produttori di alimenti di qualità superiore. Sono la base di riferimento per i pescatori e gli acquacoltori.

5 Porti turistici. Il ruolo della Calabria in questo segmento è da sviluppare. L’insieme dei porti che si susseguono lungo le coste rappresentano un bene unico: da Diamante al Sud, e poi sino a Sibari. Condizione cruciale è la qualità del mare. Le bandiere blu devono succedersi, senza interruzioni. Al tempo stesso approdi turistici e punti di ormeggio devono qualificare i litorali. Attualmente sono disponibili su 736 chilometri di costa poco più di 5000 posti barca, circa 7 posti a Km, metà della media nazionale. Questo dato, indica una importante occasione di sviluppo, ma solo se sostenibile.

 

CHE FARE NEI PRIMI 3 MESI?

L’Autoporto chiede finanziamenti ZERO e tempo ZERO, come l’apertura del sottopasso FS. Gli ITS chiedono quattro soldi.

I porti di Corigliano e Crotone sono pronti, nessuno li usa, bisogna subito produrre un advisor internazionale per il rilancio.

I porti di media grandezza devono essere messi a sistema, verificando la possibilità di inserirli nell’AP unica della Calabria.

I porti pescherecci e quelli turistici hanno bisogno della costruzione di una rete, e di una verifica del masterplan nelle parti di progetto, per equilibrare sostenibilità economica con sociale ed ambientale.

Cinque punti, per un sistema portuale.

Ci vogliono conoscenza e competenza, partecipazione e condivisione.

*UniMediterranea

**Il professore Russo è relaqtore al convegno "Basta melina: ora si fa sul serio" previsot per il 17 novembre alle 15 presso l'aula del Comitato dell'Ap di Gioia Tauro. Nello stesso convegno il presidente Mario Oliverio presenterà la sua proposta di Governo per Gioia Tauro. Sarà presente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sen Marco Minniti.