Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. Renzi, Grillo e i voti della destra in Calabria. VARANO

L’ANALISI. Renzi, Grillo e i voti della destra in Calabria. VARANO

fsn      di ALDO VARANO - Partiamo dalle notizie. Renzi verrà in Calabria per la campagna elettorale. Grillo, invece, non ci pensa neanche. Dalle notizie al significato. Renzi annusa la vittoria di Oliverio e ci mette la faccia. In politica non c’è niente di meglio di una vittoria per tirarsi su. E il leader ha bisogno, a giudicare dalle difficoltà nazionali, di una bella rinfrescata. La Calabria non è il Lombardo-Veneto ma se Oliverio vince tutti scriveranno che Renzi ha vinto e se la Ferro perde tutti scriveranno che B ha perduto. Quindi si scriverà che il Csx di Renzi ha battuto il Cdx come solo lui sa fare.

Grillo invece, sa che il suo movimento prenderà un’altra botta e quindi resta a casa. E’ stato più diligente di tutti gli osservatori. Ha capito che la Calabria è per il M5S il de te fabula narratur del paese. Invece di sorprendersi sul voto 5s di Reggio, Grillo ha ripercorso la filiera dall’inizio. Politiche, boom del 28%. Europee, ridimensionamento al 21. Certo, ancora un bel po’; ma anche una perdita secca, rapida quanto un disastro, del 25% dei propri voti. A infierire, le comunali di Reggio con 5s al prefisso telefonico. Mica è scemo il comico genovese che viene a firmare la Caporetto.

Ieri il senatore grillino Morra, ha tentato di mettere una pezza nascondendo sotto palate di fango il crollo reggino. «A Reggio – ha detto al Messaggero - il nostro candidato sindaco aveva incarichi di collaborazione con la vecchia giunta Scopelliti. Nella lista dei consiglieri c'era anche la moglie...». Come dire: abbiamo perduto perché ci siamo affidati a uno (politicamente) poco raccomandabile che ha tentato di rifilarci perfino la moglie. Ma dopo avere seppellito sotto la fanghiglia l’architetto Vincenzo Giordano e la sua signora, non c’ha fatto capire come sia stato possibile. Colpa dello stravagante sistema di scelta dei candidati (Giordano tra l’altro ha raccolto il 25% di voti in più di quelli raccattati dall’intero M5s) o di altro?

Curiosamente in Calabria nessuno si preoccupa del destino dei voti di Grillo e di dove andranno a finire. Di certo, si tratta di elettori che in passato, in Calabria, in gran parte hanno votato Scopelliti e Berlusconi. I numeri mostrano che i delusi dalla destra calabrese si sono rifugiati nel cielo pentastellato. Ma la Santelli e Gentile, per non dire la Ferro e D’Ascola, hanno ignorato il serbatoio (forse considerandolo prosciugato?).

Approfondire il perché della rinuncia svela le ragioni per cui lo scontro tra gli schieramenti guidati dalla Ferro e da D’ascola sia stato così aggressivo e determinato fino a diventare la loro scelta principale. La sensazione è che la Ferro e i suoi si siano convinti che la partita più importante con Oliverio, quella per Governatore, fosse irrimediabilmente perduta e non recuperabile.

Correttamente, quindi, il Cdx della Ferro si sarebbe concentrata su una exit strategy capace di ridurre al minimo il danno. L’obiettivo del Cdx di Santelli e Ferro sarebbe quindi via via diventato non quello di togliere voti a Oliverio (il cui consenso peraltro pare piuttosto blindato) e neanche (al limite) prendere voti per se stessi, quanto impedire a tutti i costi che prendesse troppi Alleanza popolare, cioè fermare Gentile, Trematerra e Talarico sotto l’8% per non dover dividere con loro i seggi assegnati alla minoranza.

Scelta giusta? “La prudenza consiste in sapere conoscere le qualità delli inconvenienti e pigliare el men tristo per buono”. Prendere per buono il meno cattivo, come, appunto raccomanda Machiavelli al Principe che vuole conservare una buona reputazione. Chapeau!