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Pagelle 2014/DUE. Scopelliti, Oliverio, Ferro, Santelli, Morra, Speranza, Pippo Callipo. TRIPEPI

Pagelle 2014/DUE. Scopelliti, Oliverio, Ferro, Santelli, Morra, Speranza, Pippo Callipo. TRIPEPI

scf  di RICCARDO TRIPEPI* -

PEPPE SCOPELLITI 4 - Il perdente

Grande assente alle ultime regionali, ha provato ad influenzarle in ogni modo. L’ex governatore Giuseppe Scopelliti non riesce proprio a stare fermo in panchina. Disarcionato dalla sentenza di condanna rimediata nell'ambito del processo Fallava, ha deciso di dimettersi gettando nel panico la sua maggioranza e l’intera Calabria.

Avrebbe potuto farsi sospendere dalla legge Severino e consentire ai suoi di proseguire fino al termine della legislatura o fare ricorso al Tar come De Megistris.

Lui ha optato per la scelta più radicale che di certo non è stata gradita ai fratelli Gentile con i quali era passato tra le fila del Nuovo Centrodestra. L'azzardo Scopelliti lo ha pagata subito sul campo: trombato alle europee, praticamente fuori dal Ncd e marginalizzato nel centrodestra calabrese, come dimostrato dai risultati ottenuti dai suoi alle ultime regionali In attesa della sentenza d'appello, Scopelliti prova ad immaginare il suo futuro politico, ma lo sforzo di fantasia da produrre, al momento pare roba da Tolkien

MARIO OLIVERIO 9 - Il vincente

Primo della classe. Oliverio si è guadagnato sul campo un nove tondo. Non tanto per aver fatto sognare le folle, ma per la tenacia con la quale ha perseguito i suoi obiettivi e per il modo con il quale ha saputo costruire e cementare il proprio consenso all'interno del partito. Non si è arreso davanti a nessuna difficoltà e ha saputo resistere anche a Roma davanti alle pressioni di big del calibro di Guerini e Lotti. Non ha ceduto in estate alla possibilità di fare un passo indietro e rinunciare alle primarie per la scelte del candidato alla carica di governatore. Non ha intenzione di cedere neanche adesso che dalla Capitale vorrebbero concludesse un accordo con il Nuovo Centrodestra dei fratelli Gentile. Apprezzati, infine, i richiami alla sobrietà e al rigore che hanno caratterizzato le sue prime uscite pubbliche da governatore. Caterpillar.

WANDA FERRO 7. La sacrificata

Ha ricevutogli onori delle armi nonostante la sconfitta sia stata devastante per numeri e significato politico. Sia gli avversari che lo stesso Silvio Berlusconi, però, hanno capito che l'esito finale delle ultime regionali nulla ha avuto a che fare con la competenza, l’esperienza e l’impegno profuso da Wanda Faro.

lI suo partitoe non l'ha di certo aiutata. I risultati conseguii sono stati perfino al di sotto delle stime già sconfortanti. Le divisioni con Ncd e Udc non hanno agevolato il campito e il pastrocchio della legge elettorale ha fatto il resto. Le modifiche al testo, elaborate dallo stesso centro-destra sul finire delle legislatura, hanno privato Wanda anche dal seggio che le sarebbe spettato come miglior candidato perdente. Per dimostrare le sue ragioni è stata costretta a ricorrere al Tar, ma sa già che, a prescindere dagli esiti giurisdizionali, il suo ruolo tra gli azzurri sarà sicuramente di primo piano. Battagliera.

JOLE SANTELLI 5+ La decisionista

Celebri gli scatti in tacco 12 insieme a Wanda Ferro che hanno fatto il giro del web. Scatti che, a dire il vero, hanno arche causato mal pancia all'interna di Forza Italia e favorito ulteriormente la disgregazione azzurra. Fin da quel momento è parso a tutti che Jole Santelli avesse scelto di puntare sulla Ferro, come candidata alla carica di governatore, ancor prima che arrivassero indicazioni ufficiali da Roma. Uno dei tanti "strappi' che Jole Santelli ha portato e termine nella sua gestione di coordinatore regionale che di certo non potrà essere criticata per scarso decisionismo. Sua la decisione di rompere coi Gentile e i Trematerra, così come è sua la scelta politica di accreditarsi come unica opposizione ad Oliverio, già dal giorno dopo la sconfitta elettorale. Al momento continuano ad essere ottimi i suoi rapporti con il Cavaliere e la leadership calabrese non pare in discussione. Per riportare agli antichi fasti il partito, però, occorre lavorare parecchio per ricompattare le truppe aumentando il livello di confronto interno.

NICOLA MORRA 3,5 - Il peggiore

Nicola Morra ha puntato tutto, o quasi. su Cono Cantelmi, il giovane candidato grillino alla presidenza della regione facendo fuori il "nemico" giurato Molinari. Poi ha chiesto (e ottenuto) l'immediata espulsione della signora Rombolà, l'attivista di San Ferdinando cacciata dal movimento solo perché amica di un amico di un presunto mafioso; infine ha scelto i temi della (sfortunata) campagna elettorale: ambiente, reddito minimo e logalità. Risultato: 4,89% e zero seggi in Consiglio regionale.

Insomma, il vero sconfitto delle elezioni è proprio il senatore genovese-cosentino Nicola Morra. E le ragioni del crollo stanno tutte in una improbabile (e autoassolutoria) analisi del voto che il senatore ha lanciato in rete: tutta colpa di chi è entrato nel movimento solo per far carriera, ha infatti spiegato ai suoi.

Per non parlare dell'astensionismo (il grande alibi di tutti gli sconfitti in questa tornata elettorale) e del che attraversa la Calabria. Insomma, l'autocritica non è proprio di casa tra i grillini.

GIANNI SPERANZA 6 - Il fiducioso

Gianni Speranza attende fiducioso. Ha la coscienza a posto e sa che di aver fatto in pieno il suo dovere. Del resto il suo è uno stile di vita: lavorare in maniera seria e scrupolosa e contribuire alla causa comune. In questo modo ha tentato di amministrare Lamezia da sindaco e così ha affrontato le primarie per la scelta del candidato alla carica di governatore per il centrosinistra.

Un ruolo da sparring partner per definizione, con nessuna possibilità di aggiudicarsi la vittoria finale. Eppure Speranza non ha mai mancato nessun appuntamento pubblico e ha contribuito con vigore sia ad elevare il livello della campagna elettorale che a difendere le idee di Sel. Si è pure più volte imbufalito quando la stampa non gli ha dato adeguata spazio o quando improvvidi cronisti definivano le primarie del Pd e non del centrosinistra.

Chiusa quella pagina aspetta adesso che i democrat e Oliverio facciano una proposta: avere un ruolo nella gestione della Calabria futura pare un'aspettativa più che legittima per il candidato di Sel.

PIPPO CALLIPO 4 - Il politicamente sprovveduto

Il patto del tonno che pareva già siglato con Mario Oiverio, è evaporavo in qualche settimana per fare posto al petto di "ferro” siglato con Wanda e Jole in un noto ristorante cosentino, qualche settimana dopo.

Pippo Callipo, stavolta, ha voluto esagerare. Prima con un eccesso di critica nei confronti di tutta la politica, nazionale e locale, tanto da rivolgersi direttamente a Renzi per chiedere di "rottamare" tutti.

Tentato di scendere in campo da solo, come aveva fatto nel 2010, ha poi trattato con destra e con sinistra come se pari fossero. E va bene che i programmi vengono prima di tutto, ma avere incertezze di questo tipo fin quasi al momento del voto fanno che gli osservatori malpensanti pensino a trattative in stile calcio mercato. Aver scelto nuovamente il candidato perdente, poi, pare, la conclusione peggiore per un'estate che i Callipo di Calabria, Pippo o Gianluca che si chiamino, non inseriranno nell’albo delle migliori.

*giornalista del Garantista della Calabria