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CALABRIA. Arriva la befana... ACQUARO

CALABRIA. Arriva la befana... ACQUARO

Untitled-2       di MASSIMO ACQUARO - Alla Befana di oggi, si sa, spetta l'ingrato compito di giudicare le azioni del 2014. A chi é stato buono regali e dolci, a chi si é comportato male manciate di carbone.

In un mare di previsioni ed auspici per l'anno che verrà alla Befana spetta di dar le pagelle per l'anno appena trascorso.

Vediamo un po' cosa é successo.

Carbone senz'altro nella calza di Peppe Scopelliti. Un anno terribile che ne ha praticamente segnato la fine politica. Al di là di come il processo Fallara andrà a finire l'ex enfant prodige di Fini, Berlusconi e Alfano non ne ha azzeccata una di mossa, mandando in cenere un patrimonio di potere che la Calabria non vedeva ammassato in un sol uomo dai tempi di Mancini e Misasi.

Dolci, invece, a casa Gangemi e Criaco. Il successo televisivo del "Giudice meschino" e la traduzione cinematografica di "Anime nere" hanno fatto bene alla reputazione della Calabria e alla sua capacità di saper riflettere sulle proprie sorti e i propri destini. Una prova di maturità culturale che rinfranca e dà speranza.

Carbone nelle calze dell'antimafia calabrese segnata dalla liquefazione di gruppuscoli e associazioni che hanno drenato un mare di denaro pubblico in iniziative in gran parte puramente propagandistiche al limite del culto della personalità. La Calabria non ha tratto alcun serio vantaggio dalla loro azione se si esclude qualche strapuntino di visibilità conquistato da un paio di attivisti e portavoce. Ora l'occhio di Sauron (Il signore degli anelli) della stampa guarda a Roma e tutto il resto si annacqua‎ e stinge.

Dolci e balocchi per Mario Oliverio che ha letteralmente strappato con le unghie e con i denti la poltrona di governatore a Renzi. É la prima volta di un ex comunista sullo scranno più alto della Regione. 15 anni dopo D'Alema premier al Governo. Un ritardo enorme per l'evoluzione democratica della Calabria soprattutto se si pensa che Oliverio arriva dopo un post-fascista a reggere le sorti della regione. Il ché la dice lunga sulla maturazione sociale e politica della Calabria rispetto alla Puglia di Vendola o alla Sicilia di Crocetta. (P.S. La Befana, ovviamente, arriverà anche nel 2016 e Oliverio deve stare attento a non beccarsi la sua dose di carbone a giunta nominata. La Calabria vuole gente esperta e giovane non gli amici del quartiere.

La Befana salta casa Falcomatà. Un paio di mesi non bastano per decidere e nel dubbio è andata oltre. La vittoria è stata grande, ma il degrado incombe. Vedremo.

Infine dolci alla Chiesa calabrese

La nomina di monsignor Galantino, la visita di papa Francesco, le parole del vescovo Morosini sulla gogna giudiziaria, il documento di monsignor Nunnari sul demone mafioso hanno fatto della Chiesa calabrese un testimone autorevole dei nuovi tempi che attendono la nostra terra. La società e, soprattutto, la politica calabrese dovranno abituarsi a fare i conti con una istituzione in cui soffia di nuovo potente lo spirito di verità. Ne vedremo delle belle e la Befana scommette sulla barca di Pietro in questo mare in tempesta.