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L’ANALISI. Il Sud, che sta crescendo, giochi alla Zeman

L’ANALISI. Il Sud, che sta crescendo, giochi alla Zeman

zeman   di LINO PATRUNO* -

Bello leggere che il Sud cresce il doppio della media nazionale. Si parla dell'esportazione dei suoi distretti produttivi. A cominciare dall'alimentare, Puglia in testa con l'ortofrutta nel secondo trimestre 2015. Ma anche aerospazio, tessile, moda (insieme alla Campania della sartoria vip). Nel frattempo la stessa Puglia sembra una calamita di investimenti, esteri compresi. Sia pure con agevolazioni regionali per 146 milioni che dovrebbero creare mille nuovi posti di lavoro (146 mila euro di costo ciascuno: francamente troppo). In ogni caso non ci sono solo macerie in attesa del Master-plan vivamente atteso per il 15 ottobre. Masterplan per il Sud che significa piano generale, non pezze qua e là come uno pneumatico bucato. E 15 ottobre che vuol dire Legge di stabilità, cioè quella per l'intero Paese.

Quindi Sud non trattato come un malato a parte ma come interesse di tutti che cresca. E sfido io: essendosi (forse) capito che ogni 100 euro che lo Stato investe al Sud, crea il 40 per cento di produzione in più per le imprese del Nord. In verità lassù lo hanno tanto capito che la secessione l'hanno solo minacciata. Ma bisognava fare l'ammuina.

Chissà da quanto tempo sarebbe andata meglio per tutti se fosse stato poco poco rispettato l'impegno a destinare al Sud il 45 per cento degli investimenti statali. E rispettato l'impegno di spendere al Sud 1'85 percento (poi passato ad 80) dei fondi europei. Ma così non è andata. Finché anche i più ottusi leghisti si sono fatta la domanda: non è che, continuando ad affamarle il mercato, a piangere sono solo le nostre imprese? Ma è continuata la litania del "ciascuno si tenga i propri soldi". Perenne autogol con la bella conseguenza che l'Italia è la solita ultima ad uscire dalla crisi.

Ovvio che la faccenda non sia solo tenere in piedi il mercato del Sud per il Nord. Lo Stato deve investire al Sud non solo perché il reddito del Sud fa andare meglio tutta l'Italia, fa salire la crescita sempre malaticcia del Paese. Ma deve spendere al Sud quanto altrove anche per il diritto del Sud a un livello di servizi non da terzo mondo. Per non far pentire i bambini del Sud di essere nati al Sud. Un inganno sarebbe un già sospetto Masterplan se nel frattempo continuassero a deperire le università, a non aprire gli asili, a barcamenarsi le scuole, a soffrire gli ospedali. Dovrebbe insomma sparire la filosofia Bindi.

Che ti fa la presidente della Commissione parlamentare antimafia? Sentenzia che la camorra è un elemento costitutivo della società e della storia di Napoli e della Campania Se si è espressa male, zero in italiano. Ma se voleva dire che Napoli è fatta dalla sua gente, dal suo lavoro, dalle sue strade e dalla sua camorra, allora deve immediatamente dimettersi. E non perché doveva tacere se lo pensa. Ma perché non si capisce che ci sta a fare una Commissione antimafia se non riesce a cambiare ciò che denuncia. Quando si dice che il Sud ha bisogno di più Stato, si dice che il territorio deve essere governato dallo Stato non dalla malavita. E che se così non è, non si può scambiare la popolazione da vittima a colpevole.

E poi, niente inganni dal Masterplan. Prevederebbe sgravi fiscali e contributivi per stimolare le imprese a investire e assumere. Ma prevederebbe anche quelle infrastrutture mancanti che, esempio, fanno viaggiare i treni del Sud a una media di 58 chilometri orari. Fanno marcire in costruzione da oltre 50 anni l'autostrada Salerno-Reggio Calabria Fanno scappare da Taranto i container perché non si draga il porto e non lo si collega con la ferrovia. Costringono a passare da Roma per andare in aereo da Bari a Catania. Il problema è rimediarci, non risolvere tutto completando le sole opere incompiute. In Italia 868 (per limitarsi alle più grandi). E soprattutto al Sud: Sicilia in testa, poi Calabria, Puglia, Sardegna. Come volevasi dimostrare.

Nel frattempo sarebbe il caso che il Sud facesse capire che c'è. Non solo lamentando (giustamente) ciò che si sapeva le assunzioni del Jobs Act (in gran parte al Nord dove ci sono più imprese) sono state fatte con i soldi sottratti ai disoccupati del Sud (Sud che assiste il Nord). Non solo facendo fronte comune contro le estrazioni petrolifere in Adriatico. Non solo creando un patto difensivo come in questo caso.

II Sud dovrebbe giocare d'attacco: proporre, suggerire, arrabbiarsi. Come farebbe l'allenatore Zeman. Premendo per progetti comuni che unifichino un territorio di piccoli deserti attorno alle oasi. Creare la rete. E non litigando come i ragazzini: il pallone è mio ed è gol. Meno che mai dividendosi in questa vigilia fra governatori che sono con Renzi e quelli no (mentre i colleghi del Nord belli compatti già chiedono un Masterplan anche per loro). Quando si dice che il divario del Sud è colpa delle sue classi dirigenti, non sarebbe questo un caso? Lo sarebbe.

*scrittore, saggista ed editorialista della Gazzetta del Mezzogiorno. Questo articolo, già apparso sulla Gazzetta, viene qui riprodotto con l’autorizzazione dell’autore, che zoomsud ringrazia.