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LA NOTA. Il patto di Minniti e la pace del Pd

LA NOTA. Il patto di Minniti e la pace del Pd

mire   di RICCARDO TRIPEPI -

La pace è fatta nel Pd. Di nuovo verrebbe da dire. La tensione all’interno dei democrat calabresi in questo anno di governo regionale, e nonostante la roboante vittoria alle elezioni dello scorso anno, è sempre stata alle stelle e nel corso dei mesi si sono susseguiti gli incontri e le assemblee. Ognuna delle quali si è chiusa con una nuova pax servita agli organi di informazione. Una pax che dopo pochissimi giorni dagli incontri ufficiali si dimostrava essere di cartone e veniva spazzata via da sempre nuovi contrasti.

Stavolta, però, la situazione sembra leggermente diversa. Innanzitutto perché sono stati Mario Oliverio e Marco Minniti ad avere un piglio diverso durante l’incontro che sabato scorso ha avuto luogo a Lamezia Terme. Il governatore e il parlamentare del Pd hanno provato a stanare il dissenso chiedendo che venisse fuori in assemblea toccando i punti dolenti come la giunta dei tecnici non gradita ai politici e il tema dell’uomo solo al comando. Nessuno ha preso la parola per aprire una discussione. Anche i più critici hanno preferito tacere.

Ed allora Minniti, che forse ha preso tutti in contropiede, ha approfittato per dare il colpo finale: unità per difendere Oliverio e la sua giunta e il futuro della stessa Calabria. Un patto vero e proprio che dovrebbe coincidere con quello che il governo regionale sta elaborando di concerto con l’esecutivo Renzi e che potrebbe essere annunciato il prossimo 23 novembre, ad un anno esatto dalle ultime elezioni regionali.

Ancora una volta il sottosegretario di Stato è arrivato in Calabria per togliere il partito dalle secche ed evitare che il segretario Ernesto Magorno finisse stritolato dai detrattori. Un ruolo da commissario non ufficiale che Minniti si è ritagliato, verosimilmente con ampia delega renziana, per gestire una Regione che, fino ad oggi, ha dato soltanto problemi ai colonnelli romani. Ed allora il patto proposto da Minniti pare assumere anche un connotato diverso: un possibile asse tra renziani e bersaniani calabresi per evitare che Regione soccomba e dare al governo regionale un respiro diverso nei prossimi mesi. Minniti ha ribadito la fiducia nella giunta dei tecnici e nell’operato di Oliverio. Si aspetta desso altrettanto. E dall’intervento della deputata Enza Bruno Bossio, altra dem di minoranza, pare di capire che gli oliveriani abbiano colto l’assist e mirino adesso a prendersi il partito. Il che, però, potrebbe voler dire che Ernesto Magorno, segretario che fin qui è riuscito a scontentare le fazioni avverse a corrente alternata, adesso potrebbe essere messo assai in discussione. Ancor più di quanto non faccia il commissariamento soft dei democrat.