La Calabria, i giovani e l'elogio della difficoltà

La Calabria, i giovani e l'elogio della difficoltà

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Viviamo, come é ormai arcinoto, tempi difficili non solo per i grandi mutamenti politici ma soprattutto per quelli sociali, culturali, di vita oseremo dire, che hanno poi indotto quei sommovimenti politici, in Italia e in varie parti del mondo.

 Non é perciò usuale assistere, come a noi é capitato nei giorni passati, assieme ad una platea di quasi 200 persone che per oltre due ore ascolta uno dei più grandi intellettuali italiani, il calabresissimo Nuccio Ordine, professore all’Unical e insignito di onorificenze in varie parti di Europa e dell’America, che parla dei classici e della solidarietà umana.

  La conversazione – che si e’ svolta in una sala della Cittadella Regionale su iniziativa della bravissima assessore alla cultura Maria Francesca Corigliano - e’ poi virata su tante altre cose ma in modo particolare sulla scuola, vista la presenza di docenti e ragazze e ragazzi. E qui Ordine ha avuto un magnifico colpo d’ala quando li ha incitati all’ elogio del difficile.

Cosa vuole dire l’elogio del difficile?

  In poche parole che non bisogna accontentarsi del facile, della cosa normale, quasi ovvia ma spingere per cose ardue. Nelle aule di scuole e universita’ ma anche fuori. Siamo orfani ormai della parola. L’idea del fast, del veloce ha ormai raggiunto vette impensabili fino a poco tempo fa e il professore Ordine ci richiama, tutti, a questa eccezionale fatica: osare il difficile, cercare il difficile, battersi per cose alte.

  In un mondo in cui tutto sembra virare all’ovvio e al futile ci si puo’ riprendere il tempo per dedicarlo dunque alle cose, all’amicizia, all’amore, allo studio. Ecco: lo studio, cosi’ come quel contadino che si cura la vigna tutto l’anno e poi raccoglie i frutti alla vendemmia o come quegli uomini che sanno coltivare il valore della’amicizia ma anche delle scelte forti. Due citazioni a tal proposito: Bertold Brecht (che non sceglie ha scelto) e Antonio Gramsci (Odio gli indifferenti. Vivere e’ essere partigiano) per significare cosa vuol dire fino in fondo l’elogio del difficile. E visto che nessun uomo e’ un’isola (Dunne) ecco che si chiude il cerchio del difficile e degli altri, della solidarieta’: la visione insulare dell’essere umano e’ una visione falsa, che non ci fa capire chi siamo. Solo una vita vissuta per gli altri e’ una vita che merita di essere vissuta, diceva un signore che si chiamava Albert Einstein.

  L’elogio del difficile cui ci richiama il professore Ordine, il calabrese di Diamante che ha saputo farsi riconoscere nel mondo, vale dunque per oggi e per domani. Sperando ovviamente che il domani sia un poco meglio di questo grigio e triste oggi e ci faccia riprendere il rito vecchio del tempo dedicato alle cose vere e durature. Possiamo solo riproporre il testo di una poesia, intitolata Amicizia.

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita, 
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, 
però posso ascoltarli e dividerli con te. 
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro, 
però quando serve starò vicino a te. 
Non posso evitarti di precipitare, 
solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada. 
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei, 
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita, 
mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi. 
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, 
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere. 
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore, 
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo. 
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere, 
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico. 
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu… 
Non sei né sopra né sotto né in mezzo, 
non sei né in testa né alla fine della lista. 
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista. 
Poi ho capito che siamo veramente amici. 
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico: 
ho pregato e ho ringraziato Dio per te. 
Grazie per essermi amico.Basta che tu mi voglia come amico.