LIBRI e LETTURA. Ma il “non leggente” si danneggia da solo!

LIBRI e LETTURA. Ma il “non leggente” si danneggia da solo!

libri2


Durante la mia infanzia, in casa avevamo solo i libri di scuola e quelli di Salgari che leggeva mio padre.

Ogni anno, appena una settimana dopo la consegna avevo già finito tutto il libro di lettura, il che si rivelava un vantaggio quando l’insegnante assegnava i brani da esercitare a casa, però poi come fare con la mia eterna sete di lettura? Arrivavo persino a leggere tutti i bugiardini dei medicinali che avevamo in casa!  Per fortuna, avevo una compagna di scuola ricca che mi prestava “Il Corriere dei Piccoli”, altri fumetti e tantissima letteratura per l’infanzia. 

Dopo le elementari ho cominciato a frequentare le biblioteche ed a 15 anni leggevo Leopardi, Moravia, Camus, Sartre: una scelta non proprio allegra, ma compensavo con le liriche di Neruda in edizione bilingue, anche se allora non conoscevo ancora lo spagnolo.

Finite le superiori, emigrai in Germania e lì mi ritrovai a corto di letture: il tedesco non lo conoscevo ancora ed era molto difficile avere libri dall’Italia; così, finite le vacanze a casa, le mie valigie ogni volta si riempivano di volumi e non delle solite prelibatezze calabresi!

Ricordo di aver letto “Niente e così sia” in una sola notte, trattandosi d’un prestito che andava restituito tassativamente il giorno dopo, mentre per un libro sulle crociate impiegai ben sei mesi, dovendo tradurre praticamente parola per parola dal tedesco!

Adesso mi mette addosso un’enorme tristezza il vedere che, nonostante tante pubblicazioni, si legga così poco da far bollare gli italiani - e quindi anche noi calabresi! - come grandi ignorantoni.

Certo, oggi accanto ai libri ci sono altre fonti che però forniscono solo un’abbondanza di informazioni, ma non garantiscono ne’ una grande profondità, ne’ una maggiore saggezza.

Il nostro bagaglio linguistico si riduce continuamente, visto che ci scambiamo messaggi sempre più limitati.

Gli esperti sostengono che meno parole si conoscono e minore è il volume di pensieri che riusciamo a formulare. La cosa è molto grave soprattutto per i giovani che non hanno la possibilità di scoprire quanto sia bello nutrire l’anima e la mente attraverso la consuetudine della lettura, grazie alla molteplicità di viaggi e di vite che i libri regalano! 

La cura del corpo prevede, tra l’altro, che si vada regolarmente in palestra, mentre lo sviluppo e la cura della mente a chi o a che cosa vengono affidati? Il cervello umano lavora con le immagini, ma c’è una grande differenza fra quelle, spessissimo stereotipate, fornite dall’esterno e quelle che esso elabora da sé. Le parole, le situazioni, i personaggi di un libro esigono la trasformazione in forme, figure, scene che è il frutto di una rielaborazione personale e quindi originale.

Negarci e negare ai giovani quest’esperienza - gratificante ed indispensabile per la crescita interiore a qualsiasi età - significa solo farci del male. Come ha sostenuto Erri De Luca in un’intervista: ”Il non leggente si danneggia da solo.”

Io mi auguro che l’attuale situazione sia un’ubriacatura momentanea e che si rinsavisca tutti al più presto, rendendoci conto dei danni che stiamo procurando alla gioventù ed alla società intera, attraverso scorciatoie che hanno solo l’apparenza di una grande libertà.

Nella realtà dei fatti, attraverso una superficialità sempre più diffusa, ci stiamo consegnando volontariamente all’ignoranza che può degenerare in barbarie e poi magari anche in qualche dittatura di cui non abbiamo affatto bisogno!