L'INTERVENTO. L’infallibile pendolo che stronca i Governatori della Calabria

L'INTERVENTO. L’infallibile pendolo che stronca i Governatori della Calabria

pendolo

Nell'ultimo ventennio la Calabria, dal punto di vista politico, ha funzionato come un pendolo perfetto. Il direttore di questo giornale, Aldo Varano, ne ha fatto un cavallo di battaglia da anni: dal centrodestra (Chiaravalloti) al centrosinistra (Loiero). Da un nuovo centrodestra (Scopelliti) a un nuovo centrosinistra (Oliverio) e ora un nuovo centrodestra (Santelli), alla quale auguriamo con tutto il cuore di smentire il vaticinio di Aldo Varano.

I vari Governatori – questo è un fatto - si sono fatti male, a volte da soli e a volte, come è il caso ultimo di Oliverio, perché massacrati dal loro stesso partito. Alcune volte non sono stati nemmeno ricandidati (ancora Oliverio e prima ancora Chiaravalloti).

 È più credibile però la tesi che i calabresi, pur all'interno dello schema pendolare, abbiano tentato (e perduto) tutte le partite (e le illusioni). La prima fu quella di un centrodestra che puntò tutto sul protagonismo di una mai nata società civile, allora rappresentata dalla punta di diamante (addirittura) di un magistrato (Chiaravalloti). Poi dalla società civile si tornò alla politica con un quindicennio di scale mobili da fare impazzire: un ex democristiano (Loiero) ha poi dovuto cedere il passo a un ex fascista (Scopelliti) che ha lasciato libero campo a un ex comunista (Oliverio).

Provate in pratica tutte: società civile, democristiani fascisti e comunisti, naturalmente tutti ex. Anche la società civile! Il pendolo, implacabile e vendicativo, li ha divorati tutti. Ovviamente noi alla Santelli auguriamo, come già detto ma è bene ripeterlo vista l’insistenza di Varano a riproporre anche in queste ore la sua legge, ogni bene possibile.

L’ipotesi della stessa musica, della continuità, però, non abita da noi ed è questo un fatto e il ricambio di uomini e coalizioni è stato sempre dettato dallo stesso bisogno e da un identico schema. Loiero vince quando il clima sta spingendo in alto Prodi. Scopelliti trionfa quando Berlusconi riafferra il potere da cui era stato momentaneamente spodestato. Scopelliti e la Ferro vengono stracciati da Oliverio quando il paese sembra ormai conquistato dal centrosinistra di Matteo Renzi.

Unica eccezione, ancora una volta, quella del 26 gennaio 2020 ma ad Oliverio, come detto, è stato persino impedito di partecipare alla competizione e quindi trattasi in questo caso di autogol di Zingaretti.

I candidati scelti del pendolo, comunque, non si limitano a vincere ma stravincono grazie ai calabresi che ogni volta si convincono (o s’illudono) che il riscatto della Calabria arriverà da un’ennesima novità, un nuovo giro di valzer. E quindi arrivano vittorie con 15-20-25-30 punti di distacco!

Anche stavolta è andata così, con la Santelli che ha mandato KO Callipo senza discussione già alle 23 e 1 minuto del 26 gennaio. Senza suspense; tanto ovvio e già scritto il risultato, che i giornali lo avevano anticipato largamente senza alcun bisogno di spendere soldi per i sondaggi.

Ma qual è il succo politico del pendolo che implacabile annuncia le illusioni per poi scandire le sconfitte dei calabresi? Varano ha perfettamente ragione: la Calabria è stata giocata sempre come un problema da risolvere bisognosa di comprensione (e assistenza) che avrebbe ricambiato con la fedeltà elettorale. Mai nessuno, fino ad oggi, l’ha veramente giocata come un’opportunità offerta al paese per crescere e irrobustirsi. Troppo alte le aspettative, troppo grossi i problemi che si fanno impropriamente ricadere sulla Regione (lavoro in primis) e alla fine il malessere dilaga e nessuno è in grado di farsi rieleggere.

Bisogna prendere atto che dopo un ventennio il meccanismo ha ancora funzionato. La Calabria appare sempre più lontana dal resto del paese e dell’Europa e i Governatori con la fine della loro esperienza hanno conosciuto, tutti, un rapido declino delle loro carriere politiche (naturalmente, giudizio sospeso e aperto per Oliverio). Alla fine, tutti sconfitti; assieme al proprio popolo. Ma questo è il nodo che abbiamo di fronte. Tutti. Buon lavoro davvero presidente Santelli.