CORSIVI. Il Ponte e la promessa farlocca di Salvini: fatemi vincere Minicuci e ve lo costruisco io

CORSIVI. Il Ponte e la promessa farlocca di Salvini: fatemi vincere Minicuci e ve lo costruisco io

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Ci vuole fegato a credere che sia vero. Ma l’Ansa, è la più grande agenzia italiana e le notizie, prima di mandarle in rete le controlla e ricontrolla, alle 13,58 di questo lunedì 28 settembre, ha battuto il titolo: “Salvini, se vinciamo a Reggio Calabria ponte sarà realtà. 'E' un mio impegno dopo trent'anni di chiacchiere'“.

Quindi la notizia coi particolari da Milano: "Se si vince a Reggio Calabria, il ponte che collega la Sicilia alla Calabria e l'Italia all'Europa, è un mio impegno e dopo trent'anni di chiacchiere, sarà realtà". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ad Aria Pulita, su 7 Gold”.

Insomma, votate Minucuci e il Ponte sarà cosa fatta. Il rovescio della frittata è: se Minicuci non verrà eletto sindaco io (pur potendo??) il Ponte non lo faccio.

Negli stessi momenti l’agenzia di stampa LaPresse ha mandato in rete un’altra notizia sullo stesso argomento: “La realizzazione del Ponte sullo Stretto è incompatibile con i tempi del Recovery fund e penso che chi dica il contrario non abbia letto le carte della Commissione". Così il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato. Provenzano ha aggiunto: “Non ho alcun pregiudizio ideologico rispetto al ponte ma il progetto è stato storicamente il grande alibi per non realizzare infrastrutture nel Mezzogiorno, non bisogna aspettare il ponte per avere l'Alta velocità in Sicilia o per portarla in Calabria". Come dire: Cari meridionali Salvini con la promessa del Ponte vi vuole fregare sull’Alta velocità, quella per cui i 600 km tra Roma e Milano si coprono in due ore e mezzo e i 600 e qualcosa tra Roma e lo Stretto si coprono in quasi sei ore (vedi articoli del prof Russo su Zoomsud).

Berlusconi, che è stato un leader vero, fece molto meglio di Salvini. Da presidente del Consiglio fece svolgere la gara d’appalto per il Ponte che venne vinta da uno dei colossi italiani dell’edilizia. Nell’occasione dichiarò che per non privilegiare né Reggio né Messina, all’inizio dei lavori la prima pietra l’avrebbe gettata esattamente al centro dello Stretto. Dopo quasi trent’anni (senza ponte) diciamo la verità: mille volte più fantasioso e spiritoso di Salvini, e senza neanche sputtanare il Minicuci del tempo. Insomma, la classe non è acqua.