Le due Badolato (o forse una)

Le due Badolato (o forse una)
Da due giorni - da quando cioè è scoppiato il caso degli arresti di sindaco, vicesindaco e compagnia cantando di Badolato in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro - non faccio altro che rispondere al telefono ai messaggi e alle email di amici di tutt’Italia (e qualcuno anche dall’estero) che mi chiedono un po’ sconvolti e increduli: ma è proprio quella Badolato di cui mi hai sempre parlato? E’ quella Badolato dove siamo stati assieme a luglio nella bellissima piazza circondata da decine di locali e localini che manco fossimo alle Cinque Terre? E’ quella stessa che accolse i curdi tanto tempo fa? E’ quella del paese in vendita dove decine e decine di persone hanno comprato vecchie e cadenti abitazioni nel vecchio borgo, alcuni dagli Stati Uniti financo, facendolo rinascere? E’ la Badolato dove trascorre molto tempo il famoso cantante Piero Pelù?

Sì signori: parliamo di quella stessa Badolato, una bellezza straordinaria e a tratti persino struggente, li’ in alto sulla collina che guarda lo Jonio e dove si vive però pure con la pressione della ‘ndrangheta. Badolato è uno dei Comuni che forse più di tutti è paradigmatico delle contraddizioni inestricabili della Calabria: sopra il borgo antico rivitalizzato e pieno di iniziative, che soprattutto d’estate attraggono migliaia e migliaia di turisti e vacanzieri, un posto incantevole, ammirato e apprezzato anche oltre i confini nazionali tanto da diventare meta di soggiorno per stranieri in cerca di un tuffo in un’oasi fatta di scorci mozzafiato, a metà tra il mare e la montagna. E poi sotto la marina, in tumultuosa crescita anno dopo anno e però al tempo stesso l’”enclave” di cosche tra le più potenti del panorama criminale della zona ionica catanzarese al confine con quella reggina a leggere le pagine dell’ultima ordinanza della DDA del capoluogo calabrese.

Badolato è stato simbolo di memorabili lotte contadine negli anni del dopo guerra, grandi figure di uomini ma soprattutto di donne di eccelso coraggio e valore politico e sociale e poi anche, più recentemente, delle vere politiche di accoglienza, quando nel 1997 nelle acque della Marina di Badolato arrivarono sulla nave “Ararat” oltre 800 curdi arenatisi in mare e tutto il paese – sopra e sotto – mise in
atto una gara di infinita generosità che finì sulle pagine di tutti i giornali nazionali e internazionali. Nacque allora il mito di Badolato paese dei curdi.

Ma poi c’era e c’è dell’altro evidentemente, perché la recente storia politica e amministrativa del paese è
molto tormentata, per usare un eufemismo. Perché il Comune di Badolato non è nuovo infatti a indagini su presunte infiltrazioni ‘ndranghetiste, indagini che hanno coinvolto lo stesso sindaco attuale Giuseppe Parretta, finito ai domiciliari con l’operazione di alcuni giorni fa e già coinvolto sempre da sindaco nel 2013 in un’altra inchiesta dell’Antimafia di Catanzaro, che avrebbe portato poi allo scioglimento del Comune nel maggio 2014 da parte del Consiglio dei ministri.  Sette anni dopo Parretta, ricandidandosi a sindaco alle Comunali del 2021, venne rieletto con una percentuale bulgara, oltre il 92%, contro lo  sfidante Ernesto Maria Menniti, che poi sarebbe diventato il suo vicesindaco. Insomma un altro terremoto i cui particolari li potete leggere da avantieri nelle pagine di cronaca.

E’ dunque possibile che convivano le due Badolato? E come fanno? Chi nasconde chi? O è semplicemente una la Badolato, con la sua lancinante bellezza del suo borgo, che resta inattaccabile, e poi tutto un altro mondo opposto a quello? A dimostrazione della difficile (IMPOSSIBILE) definizione di cosa sia davvero la Calabria? Con tutte le sue contraddizioni, i suoi misteri, i suoi mali vecchi e nuovi. I suoi silenzi.
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