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REGGIO. Il Cis presenta il libro "Gli scritti sulla “pietà popolare” di Mons. Giuseppe Agostino”

REGGIO. Il Cis presenta il libro "Gli scritti sulla “pietà popolare” di Mons. Giuseppe Agostino”
  

In occasione dell’87° anniversario dalla nascita dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Agostino, la Parrocchia S. Giorgio al Corso e il Centro Internazionale Scrittori presenteranno il volume “Gli scritti sulla pietà popolare di Mons. Giuseppe Agostino” - Rubbettino Editore. L’evento si svolgerà mercoledì 25 novembre 2015, alle ore 19.15, presso la chiesa di S. Giorgio al Corso - tempio della Vittoria - di Reggio Calabria. All’incontro culturale, introdotto da don Antonio Santoro, parroco della chiesa di S. Giorgio al Corso e coordinato da Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, interverranno: don Pippo Curatola; dott. Salvatore Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria; avv. Alberto Panuccio, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria; prof. Salvatore Berlingò, Rettore dell’Università per Stranieri “D. Alighieri” di Reggio Calabria. Sarà presente la curatrice del libro dott.ssa Giustina Aceto, ricercatrice e scrittrice. Nominato sacerdote il 18 luglio 1951, Mons. Giuseppe Agostino svolge il ruolo di Parroco della chiesa di “Maria Santissima addolorata” di Villa San Giovanni e dopo venti anni viene nominato Sacerdote della chiesa di S. Giorgio al Corso di Reggio Calabria; il 21 dicembre 1973 viene eletto alla sede arcivescovile di santa Severina e alle sedi vescovili di Crotone e di Cariati. Viene consacrato vescovo l’11 febbraio 1974. Il 6 giugno 1998 viene promosso alla sede arcivescovile di Cosenza-Bisignano. Muore il 24 maggio 2014 all’età di 85 anni nel seminario di Rende. Mons. Agostino e il suo ricco episcopato ormai fanno parte dei ricordi del popolo dell’Arcidiocesi di Crotone – Santa Severina: ben 29 lettere pastorali e 17 in quella che fu l’ultima sua sede, la diocesi di Cosenza – Bisignano; tante, tantissime le opere che hanno allargato gli spazi della carità. La sua opera è stata vasta, qualificata e qualificante e tutta tesa alla speranza “per una religione più pura ed una giustizia più piena” soprattutto in una terra amara e bella come la Calabria.

  

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