Al Zanotti Bianco Scena Nuda, dilaniante ossimoro della realtà

Al Zanotti Bianco Scena Nuda, dilaniante ossimoro della realtà

scena nuda   di ANTONIO CALABRÒ

- Si è conclusa la rassegna teatrale “To be or may-be” organizzata dalla compagnia teatrale “Scena Nuda”, che ha trattato il tema dell’identità attraverso sei rappresentazioni distribuite in due giorni.

Sul palcoscenico dell’auditorium Zanotti Bianco è andata in scena la ricerca dell’essere e dei suoi motivi, egregiamente recitata da giovani attori già perfettamente in grado di interpretare il grande dramma della condizione umana; la compagnia “Scena Nuda” si conferma all’avanguardia nel panorama reggino nella scelta dei temi e dei soggetti delle sue iniziative.

La serata finale è iniziata con la performance danzante “To Pray”, uno spettacolare balletto che coniuga gesti e danze urbane in una sarabanda vorticosa di corpi; l’atto della nuova preghiera espresso nel volteggiare, a tratti con aspirazioni metafisiche, a volte con prodezze terrene, diventa sinonimo di questa incombente età del Caos.

“L’America Dentro”, atto unico scritto e interpretato dalla giovane Carolina Balucani, è un momento decisivo per il confronto allo specchio sul dramma contemporaneo dell’identità; dramma e tragedia senza soluzione, repulsione e distacco, perdita della capacità cognitiva e auto-disprezzo lacerante; in definitiva, la grande malattia dell’epoca che diventa padrona inquietante: la solitudine, e i suoi mostri che divorano, come Arpie cattive, ciò che resta dell’umanità.

Carolina Balucani fa scempio del suo personaggio, gettato su una sedia come una bambola spezzata, il rossetto slabbrato e la postura sciatta; dissociata al limite della schizofrenia, con un desiderio potente di disincarnarsi, i cui effetti si scoprono nelle movenze della formidabile attrice: il flusso sensorio continuo ma inconscio proveniente dalle parti mobili del corpo, che tradisce – per citare Oliver Sacks- la potenza del senso nascosto. Un senso che non si realizza nel viaggio nell’America dell’illusione e del mito, che non è una fuga tossica, ma l’effetto del respingimento che questa società granitica e impietosa produce sulle personalità più fragili.

Il dramma è comune; l’effetto devastante rivelatore della malattia mortale del presente, quella solitudine scalciante, impetuosa e terrorizzante, anticamera della morte, coma sociale e peste contagiosa; non c’è messaggio, semmai urlo, richiesta, supplica atroce; la cura adatta è lungi dal venire. Tradurre tanto dolore in rappresentazione teatrale è un grande gesto artistico, una scalata verso la comprensione della tragedia umana, la rincorsa e la cattura della dannata balena bianca che inseguiamo, invano, da millenni. Si spinge ben oltre il presente, per quanto questo abbia accentuato il male di vivere: e l’America, Strangers in the Night, e il grande sogno di una libertà confinata nell’immaginazione sono sollievi medicamentosi a cui approdare stremati.

Balla a piedi nudi, liberando l’intero corpo in un volo da ectoplasma, ma è più l’effetto maligno della Ketamina o della schizofrenia. Il volo si regge sulle ali del dolore, e la sua messa in scena un corollario alla grandezza della comprensione. “Un piccolo aiuto per chi si è perso”, senza speranza, senza dolcezza, senza pietà.

La serata si chiude con una rilettura dell’Amleto prodotta dalla compagnia “Macelleria Ettore Under 35”, con la regia e il testo di Carmen Giordano e l’interpretazione di Maura Pettorusso e Stefano Detassis.

Una rappresentazione di ricerca, di costante meditazione dinamica sulla realtà e sul divenire, sul confronto serrato con chi assiste e sull’inquietudine che, da sempre, provoca la domanda Shakespeariana più nota. Essere o non essere, questo è il problema, nostro, sentenziano gli attori nella loro interpretazione, ma anche vostro, sottolineano con la loro uscita di scena che è un precipitarsi verso il pubblico rendendolo parte dell’inquietudine.

Una grande serata di Teatro e di Cultura, intesa come ricerca costante e consapevolezza, dilaniante e salutare, ossimoro della realtà.

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